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Candeggina un ottimo detergente/disinfettante?

DISINFETTANTE ?
No, la candeggina per la legge italiana non è un disinfettante in quanto non riporta una Registrazione presso il Ministero Della Sanità. All'estero teoricamente sì se accompagnata da una certificazione rilasciata da un laboratorio riconosciuto ed a patto quindi che rispetti certe caratteristiche.
Ma la candeggina ha ben altri problemi per cui noi possiamo fidarci di utilizzarla come disinfettante.
Non è possibile dosare in modo efficace perché non è specificato in etichetta il contenuto in cloro attivo. Sulle etichette infatti è riportato “CONTENUTO IN CLORO ATTIVO INF. AL 5%”. Il non conoscere con esattezza questo dato ci rende impossibile stabilire la concentrazione di utilizzo. Rischiamo quindi, in caso di necessità di non effettuare la disinfezione in modo corretto.
Ha una durata limitata a circa 6 mesi dalla data di produzione se correttamente conservata. È sensibile alla luce.  Teme il calore che ne diminuisce l’efficacia
Spesso poi si confonde la comune candeggina con l’Amuchina mentre sono due prodotti completamente diversi.
DETERGENTE ?
No, la candeggina non ha alcun potere detergente. Un detergente per essere considerato tale deve contenere dei tensioattivi, unici elementi in grado di asportare lo sporco. Senza tale componente qualsiasi prodotto non è in grado di effettuare nessun tipo di pulizia. Eppure le superfici trattate con candeggina risultano bianche e pulite. ATTENZIONE: bianche sì pulite no.
Bianco e pulito sono due cose ben diverse. La candeggina è uno sbiancante ottico quindi ci da l'illusione del pulito. Praticamente sbianca lo sporco. Pensate infatti al bucato di casa. Se avete una tovaglia macchiata di vino o frutta la passate in candeggina e poi? Naturalmente la lavate a mano o in lavatrice con un detersivo. Perché? Se la candeggina lavasse sarebbe un doppio passaggio inutile. Si rende invece necessario in quanto dobbiamo togliere lo sporco dopo che la candeggina ha sbiancato le macchie.
ECOLOGICA ?

Niente affatto, il cloro è fortemente inquinante ed i vapori possono creare problemi a soggetti sensibili come ad esempio gli asmatici.
QUINDI ?
Non è un disinfettante sicuro, non pulisce, è inquinante e allora perché continuiamo ad usarla?............ Soprattutto per abitudine, ma potremmo tranquillamente sostituirla con molti altri prodotti.
DETERGENTE
Qualsiasi prodotto utilizzato dà risultati migliori di lavaggio inquinando meno e forse anche con meno rischi per la salute.
BUCATO
Possiamo utilizzare prodotti a base di ossigeno come il vecchio buon perborato o percarbonato di sodio.
DISINFETTANTE
In questo settore purtroppo abbiamo dei problemi. Potremmo sostituire il cloro con i sali d'ammonio quaternari ma sono anche loro fortemente inquinanti. Quindi almeno nella disinfezione il cloro gioca un ruolo importante. Scegliamo però dei prodotti che abbiano almeno una certificazione e quindi sicuramente efficaci.
Non concordo (come espresso da più parti) sul fatto che possa essere sostituita dall'aceto. A mio parere l'aceto non può essere considerato un disinfettante (a parte la presenza di un Presidio Medico Chirurgico). Il pH acido può al massimo svolgere un effetto barriera ostacolando la vita di germi o batteri ma non ritengo l'aceto sia in grado di svolgere una efficace azione battericida. Diverso sarebbe se il pH dell’aceto fosse molto accentuato. Ad esempio l’acido muriatico è un buon disinfettante ma il suo pH è pari a 0 e quindi molto forte. L’aceto ha un pH variabile da 3 a 4 e quindi piuttosto bassa.
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MA COSA SONO QUESTE FIBRE POLIATTIVE?

Tessuto in Microfibra di alta qualità, composta per il 70% da poliestere e per il restante 30% da poliammide, realizzata con microfilamenti da 0,30 dtex. Ogni panno ha circa 1 milione di metri lineari di microfilamento. Questo tessuto che di per se ha un'eccezionale capacità pulente, viene sottoposto ad un sofisticato processo produttivo. Il microfilamento viene legato alla speciale resina poliuretanica, che ne modifica la struttura e amplia le prestazioni del tessuto stesso. In questo modo un tessuto in microfibra, già altamente efficace in termini di capacità pulente, diventa un mezzo di pulizia assoluto con un'elevata resistenza all'usura.
E COME FUNZIONANO?
I filamenti POLIATTIVI modificati sono capaci di asportare ed intrappolare lo sporco e i batteri con estrema facilità. Utilizzati umidi e solo con acqua, puliscono e sgrassano a fondo, lasciando la superficie asciutta e pulita. A differenza della microfibra tradizionale, hanno un'elevata capacità drenante e quindi asciugano in maniera impeccabile.
RISPETTO ALLE MICROFIBRE TRADIZIONALI:
- hanno maggiore capacità pulente;
- svolgono un'azione disinfettante;
- garantiscono un'asciugatura perfetta;
- agiscono perfettamente su vetri e superfici riflettenti;

- hanno maggiore durata.
I prodotti Eudorex sono tutti antibatterici e quindi indicati per la pulizia di cucina, sanitari, pavimenti, vetri, stoviglie, box doccia ed anche per le superfici in legno e gli schermi tv.
I panni sono tutti lavabili in lavatrice anche a 90°, sono garantiti fino ad un anno e possono essere utilizzati con o senza detergente perchè anche solo con l' acqua hanno un forte potere sgrassante.

Il manuale delle pulizie

Ti chiederai (in particolare se sei una massaia): “Ma chi sono questi per insegnarmi come pulire la casa?”. Be’, all’atto pratico è probabilmente vero che siete  più brave di noi, ma siete sicure di conoscere tutte le implicazioni che i vari prodotti comportano, magari in tema di salute personale e, non ultimo, il fatto che i detergenti sono prodotti chimici che, se non usati correttamente, possono rovinare irrimediabilmente pavimenti, superfici, ecc.?

Lo sapevi che tra i principali infortuni domestici vi sono quelli causati dall’impiego errato dei detergenti?

E che risultano essere tra i maggiori inquinanti per l’ambiente?

Cerchiamo di conoscere i detergenti

Come detto sono prodotti chimici e possono reagire con i materiali di cui sono composte le superfici di casa, anch’essi composti chimici.

Innanzi tutto: perché puliscono? Perché contengono tensioattivi, composti chimici in grado di abbassare la tensione superficiale dell’acqua che per sue caratteristiche fisiche si racchiude tenacemente in gocce e non interagisce con lo sporco. I tensioattivi permettono l’adesione dell’acqua alle particelle di sporco che si staccano dal corpo che le tratteneva e vengono poi eliminate con il risciacquo.

Dividiamo in due principali categorie i detergenti: quelli acidi e quelli alcalini.

I detergenti acidi eliminano le incrostazioni causate dal calcare, dall’utilizzo di cemento, di gesso, i residui dei saponi,  eccetera.

I detergenti alcalini eliminano i grassi e quindi i depositi che si formano in genere nelle cucine, le macchie di unto sui pavimenti, i residui causati dallo smog, eccetera.

Prima regola: mai usare un detergente acido sui marmi. Il marmo altro non è che carbonato di calcio e se lo facciamo reagire, ad esempio, con acido cloridrico (conosciuto in commercio come acido muriatico) si trasforma in cloruro di calcio, notare bene “si trasforma” cioè abbiamo prodotto una reazione chimica irreversibile che ha trasformato un composto in un altro composto. Non c’è più nulla da fare.

Seconda regola: mai miscelare due o più detergenti tra loro, si potrebbe produrre una reazione chimica molto pericolosa, a volte con creazione di fumi che se respirati portano a conseguenze dannosissime: se non siete dei chimici non avventuratevi mai in miscele di alcun tipo. In particolare molta attenzione alla candeggina (ipoclorito di sodio), all’acido muriatico (acido cloridrico al 10%) e alla così detta ammoniaca di uso domestico (di fatto idrossido d’ammonio) che già a temperatura ambiente si dissocia dall’acqua e libera ammoniaca vera e propria e cioè un gas molto velenoso (avrete sicuramente avuto l’esperienza di respirarne un po’ e la cosa non sarà stata piacevole). Di fatto l’ammoniaca si può considerare come il principe dei detergenti (ha la funzione di quelli alcalini); peccato per la sua pericolosità e per il fastidio arrecato durante l’uso. Quelle profumate perdono molto delle proprietà intrinseche ed inoltre lasciano residui sulle superfici trattate. Abbiamo detto che l’idrossido di ammonio è un ottimo detergente, sappiamo che costa poco, ma se possiamo contare su detergenti di pari efficacia e sicuri dal punto di vista della salute, forse conviene spendere qualche cosa in più.

Un consiglio: quando acquistate un detergente, se riportato in etichetta, controllate a quanto deve essere diluito in acqua e poi privilegiate quelli più concentrati. Se non sono riportate in etichetta tali parametri, fate la prova a casa: quanto ne serve per pulire bene? Se ad esempio un litro di prodotto costa un euro ma è da diluirsi al 10% in acqua, mentre un altro costa 2 euro ma lo si può diluire al 3%, fate beni i conti! Costa meno quello da 2 euro ed inoltre inquinate di meno.

Ancora un altro consiglio: ogni qualvolta andremo a descrivere l’utilizzo di un qualsiasi prodotto verrà sottolineato di  “lasciarlo agire per qualche minuto”. Questa è una regola fondamentale per l’asportazione dello sporco; il prodotto ha bisogno di  tempo per agire e sciogliere quello che vogliamo asportare. Applicare un prodotto su una superficie e passare istantaneamente un panno non sortisce nessun risultato a meno che non si tratti di sporco molto recente e quindi ancora non penetrato nei pori del materiale o ancora umido. Questo vale per ogni prodotto utilizzato, anche quelli di altissima qualità.

USO DEL VAPORE, La pulizia e disinfezione delle superfici in ambienti
industriali, specie nell’ambito della manipolazione di cibi e bevande, è un’esigenza sempre più sentita in tutto il mondo. In particolare, in Italia, una precisa Legge dello Statola 283 – impone agli operatori obblighi precisi di disinfezione dei locali di lavoro, degli utensili e dei mezzi di trasporto.
Questa inderogabile esigenza si scontra però con diversi e non trascurabili inconvenienti: i disinfettanti sono, per loro stessa natura, delle sostanze tossiche e vanno perciò asportati alla fine del ciclo di disinfezione con risciacqui molto abbondanti. Ciò non solo eleva di molto il costo della disinfezione, a causa del massiccio impiego di manodopera che richiede, ma provoca un ulteriore, gravissimo inconveniente. Le acque residue dei risciaqui, scaricate in fognatura, possono arrecare pesanti danni alla flora microbica dei depuratori e comportare perfino la perdita di efficineza degli stessi, Inoltre, in Italia, gli scarichi dei liquidi contenenti residui di disinfettanti possono molto facilmente trovarsi in violazione della legge Merli sulle acque reflue, con conseguenze di natura penale per i responsabili. Da queste considerazioni si comprende perché le Aziende siano alla ricerca di un sistema di pulizia e disinfezione al tempo stesso efficace e dotato di minimo “impatto ambientale” tale cioè da soddisfare le esigenze di Legge e quelle degli operatori.
E’ stato quindi quasi inevitabile pensare al vapore come soluzione del problema, tanto più che sono di recente apparsi sul mercato generatori di vapore a livello professionale (da non confondere con i piccoli dispositivi per casalinghe) in grado di assicurare una portata di vapore costante a temperatura elevata (oltre 140°C) e in quantità tale da soddisfare qualsiasi esigenza, anche la più onerosa. Il vapore, infatti, costituisce la risposta ideale, perché consente di diminuire di molto, anzi quasi eliminare, l’impiego di detergenti e disinfettanti. Grazie all’impiego del solo vapore, è possibile pulire e disinfettare qualsiasi supporto, anche nei punti più difficili, in modo pratico ed economico, senza ricorrere ad alcun prodotto chimico. Il vapore è facile da usare, sicuro ed “ecologico” perché assolutamente non inquinante. Inoltre, un altro importantissimo vantaggio nell’uso del vapore è rappresentato dalla sua economicità.
Questa è dovuta solo in minima parte al bassissimo costo dell’acqua da usare, ma soprattutto al fatto che i tempi di intervento si accorciano drasticamente, per non parlare della quasi totale eliminazione dei prodotti chimici. E’ stato infatti calcolato, prendendo come base un intervento nel medesimo impianto, che l’uso del vapore abbatte i tempi di pulizia e disinfezione di circa il 30%, mentre la diminuzine di costo per detersivi e detergenti può arrivare al 90%. L’efficacia del trattamento con il vapore è indiscutibile e comprovata dalle misurazioni “prima” e “dopo”, eseguite da microbiologi, della presenza sulle superfici di elementi inquinanti.
Gli operatori professionali ed i tecnici aziendali dispongono ora di una soluzione definitiva ai problemi di pulizia e disinfezione, anche perché il vapore ad alta temperatura non ricade sotto forma di umidità e lascia la superficie trattata praticamente asciutta. Il vapore rialza istantaneamente la temperatura della zona trattata in un punto ristretto e molto concentrato, impedendo all’istante la sopravvivenza di qualsiasi microorganismo. Allo stesso tempo, mancando un apporto di calore continuo, la superficie non subisce particolari innalzamenti di temperatura e non risulta così danneggiata. Si spiega così l’interesse degli operatori per generatori di vapore rapidi ed agili da usare o per applicazioni fisse dei medesimi genereatori, per produzioni di vapore localizzate e dedicate ad applicazioni specifiche.

Che cos'è la "Durezza" dell’acqua?

Per durezza dell'acqua si intende un valore che esprime il contenuto di ioni di calcio e magnesio (provenienti dalla presenza di sali solubili nell'acqua) oltre che di eventuali metalli pesanti presenti nell'acqua. Generalmente con questo termine si intende riferirsi alla durezza totale.

I sali della durezza sono solitamente presenti nell'acqua come solfati, cloruri, nitrati, carbonati o idrogenocarbonati, che generalmente sono solubili ma per riscaldamento o per evaporazione precipitano formando incrostazioni di calcare o di altro genere.

Un’acqua dura influisce negativamente sui processi di lavaggio: infatti le molecole che costituiscono il detergente si combinano con gli ioni calcio, formando composti insolubili che, oltre a far aumentare il quantitativo di detergente necessario, si depositano nelle fibre dei tessuti facendole infeltrire.

Inoltre, la presenza di sostanze incrostanti, è dannosa per gli impianti industriali,sia per la loro azione corrosiva, sia per le incrostazioni che formano. Per questo sono spesso utilizzate tecniche di addolcimento.

La durezza viene generalmente espressa in gradi francesi dove un grado rappresenta 10 mg di carbonato di calcio (CaCO3) per litro di acqua (1 °f = 10 mg/l = 10 ppm - parti per milione).

In genere, le acque vengono classificate in base alla loro durezza come segue

§ fino a 7 °f: molto dolci

§ da 7 °f a 14 °f: dolci

§ da 14 °f a 22 °f: mediamente dure

§ da 22 °f a 32 °f: discretamente dure

§ da 32 °f a 54 °f: dure

§ oltre 54 °f: molto dure


La durezza di un'acqua può venire abbassata facendola passare attraverso l'addolcitore (manuale o automatico) su una resina a scambio ionico, che consiste di un polimero recante ioni sodio (Na+) che vengono scambiati al passaggio con gli ioni calcio e magnesio dell'acqua. Gli ioni calcio e magnesio risultano quindi trattenuti dalla resina, che viene poi successivamente rigenerata per trattamento con acqua salata (NaCl) concentrata (salamoia).

Già in tempi antichi era stato notato che alcune acque avevano la proprietà di sciogliere male il sapone. Nel 1700 venne scoperto che tali proprietà erano causate dai sali di calcio e magnesio contenuti nell’acqua: le acque ricche di tali sali vennero chiamate acque crude o acque dure. Il termine venne da allora utilizzato per classificare le acque in base al loro contenuto di sali di calcio e magnesio. In pratica la durezza di un’acqua è definita come la somma del contenuto di Ca e Mg, espressi come carbonato di calcio.

Importanza della durezza dell’acqua nei risultati del lavaggio

La presenza degli ioni della durezza (calcio e magnesio) nell'acqua utilizzata, influenza in maniera determinante i risultati del lavaggio. Infatti l'azione detergente di qualsiasi tensioattivo, ingrediente di base dei detersivi, viene fortemente diminuita dalla presenza degli ioni calcio e magnesio, in quanto la sua solubilità e quindi la sua efficacia vengono decisamente diminuite.

Un buon lavaggio di qualsiasi tipo, di tessuto o superficie può essere ottenuto solo se la quantità degli ioni calcio e magnesio in soluzione è ridotta a livelli molto bassi. Più alta è la durezza dell'acqua, maggiore è la quantità di detersivo che deve essere dosata per ottenere risultati di lavaggio accettabili dal punto di vista della pulizia e dell'igiene; quindi un’acqua a bassa durezza (cosiddetta dolce) richiede un dosaggio più basso del detersivo.

 

 

Pulizie Ordinarie

La Sanificazione degli arredi consiste nell'applicazione di una soluzione detergente sulle superfici piane degli stessi variamente dislocati negli ambienti oggetto del servizio di sanificazione; tale soluzione detergente ha il compito di rimuovere lo sporco dalle superfici con le modalità precedentemente descritte.

La mancata applicazione di un corretto processo di lavaggio non consente l'efficacia dei procedimenti eventuali di disinfezione delle superfici, rendendo, di fatto, non raggiungibile l'obiettivo d'igiene per l'ambiente oggetto del trattamento. La scelta dell'utilizzo di codici colore, al fine di rendere identificabili i dispositivi destinati alle diverse aree di rischio per la sanificazione, consente di evitare la possibile commistione di questi dispositivi, con il rischio di trasferire potenziali contaminanti ambientali da zone ad alto e medio rischio a zone a basso rischio, dove la frequenza di sanificazione è inferiore.

Ai fini della Sanificazione degli arredi sono necessari: secchiello blu per interventi su arredi in area degente; secchiello giallo per interventi su arredi in area lavabo; secchiello rosso per interventi su arredi in area wc; panno di colore blu per applicazioni su arredi in area degente; panno di colore giallo per applicazioni su arredi in area lavabo panno di colore rosso per applicazioni su arredi in area wc; detergente da utilizzarsi per la preparazione della soluzione sanificante.

Sequenza d'intervento: predisporre un quantità d'acqua in ciascun secchiello e procedere alla preparazione della soluzione sanificante dosando nell'acqua preparata la quantità di detergente concentrato previsto dalle indicazioni d'uso riportate in etichetta; immergere il panno di lavoro nella soluzione preparata nel secchiello di colore a esso corrispondente e mantenerlo costantemente immerso nella soluzione; bagnare uniformemente le superfici dei vari arredi da sanificare utilizzando il panno di colore corrispondente all'area di suo riferimento; lasciare agire il detergente per il tempo necessario all'asciugatura e, comunque, per almeno 5 minuti; riassorbire, eventualmente, con il panno ben strizzato, la soluzione precedentemente applicata; rinnovare la soluzione nei secchielli a ogni cambio di locale; a termine lavoro svuotare e sciacquare i secchielli, lavare i panni e predisporli in modo che sia assicurata una rapida asciugatura.

PULIZIA E DISINFEZIONE DEI SERVIZI IGIENICI

La prestazione consiste nella pulizia e disinfezione di pavimenti, pareti e apparecchiature igienico sanitarie presenti nei locali adibiti a servizio igienico, docce, vuotatoi, bagni. I servizi igienici nelle aree sanitarie rivestono una particolare importanza determinata sia dalle variabili igieniche connesse all'utilizzo specifico dell'area, sia con riferimento all'impatto visivo e percettivo che in generale assume il servizio igienico nell'opinione di qualità percepita dall'utenza. Per la prestazione sono necessari: carrello di servizio provvisto di pianali per l'alloggio dei materiali d'uso e di rifornimento: secchielli di diverso colore, portasacco per raccolta rifiuti e sistema duo mop; paletta per immondizia e scopa; panni di diverso colore, panno spugna, guanti, flaconi vaporizzatori, flaconi applicatori, materiali di rifornimento igienico sanitari; detergente e disinfettante; detergente disincrostante non corrosivo verso cromature e smalti; profumatore per ambienti.

Sequenza d'intervento: controllare che il carrello di servizio sia predisposto con tutto l'occorrente per le prestazioni da eseguire; fare scorrere l'acqua all'interno del lavabo e tazze wc al fine di eliminare eventuali residui presenti sulle superfici; vaporizzare il detergente pronto per l'uso, contenuto nel flacone vaporizzatore, su tutte le superfici delle apparecchiature igienico sanitarie e sui rivestimenti murali adiacenti; svuotare i contenitori porta rifiuti e sostituire i relativi sacchetti se presenti; controllare ed eventualmente rifornire i distributori di materiale igienico sanitario; raccogliere con paletta e scopa i residui di varia natura che giacciono sul pavimento; preparare nei secchi colorati la soluzione di detergente, immergendo in ognuno il panno di colore corrispondente; strizzare il panno e, dopo averlo debitamente ripiegato, rimuovere la soluzione di detergente precedentemente vaporizzata, utilizzando il panno di colore corrispondente alla superficie cui è destinato, risciacquandolo; bagnare periodicamente le superfici soggette a scorrimento d'acqua, utilizzando la soluzione detergente decalcificante preparata nell'apposito secchio e applicata mediante il panno spugna; risciacquare abbondantemente con acqua le superfici precedentemente irrorate; vaporizzare il disinfettante sulle superfici precedentemente trattate con il detergente; vaporizzare i1 profumatore d'ambiente nel locale; stendere sul pavimento, mediante il mop, la soluzione detergente preparata, procedere all'asciugatura della superficie trattata; stendere un velo uniforme di disinfettante sul pavimento e lasciare asciugare: a termine del lavoro lavare e bonificare i materiali e gli attrezzi usati.

PULIZIA DELLE SUPERFICI VERTICALI

La prestazione consiste nel rimuovere lo sporco aderente alle superfici verticali lavabili di varia natura, comprese quelle vetrate, mediante soluzioni detergente e successiva asciugatura eseguita manualmente. Ai fini della prestazione sono necessari: tergivetro, vaporizzatore, asta telescopica, raschietto; secchio; pelle scamosciata, panno spugna; nastro adesivo in materiale cartaceo o, meglio, isolante; detergente neutro per superfici interne; detergente sgrassante per superfici vetrate esterne; detergente disincrostante per superfici piastrellate soggette a scorrimento d'acqua. Sequenza d'intervento: coprire eventuali prese elettriche con nastro isolante; rimuovere possibili incrostazioni tenaci mediante l'apposito raschietto; preparare nel secchio di lavoro la soluzione detergente utilizzando il prodotto specifico per tipo di sporco da rimuovere; bagnare la superficie con il vaporizzatore o il panno spugna impregnati di soluzione detergente, procedendo dal basso verso l’alto e interessando i bordi con l'ultimo passaggio di bagnatura; asciugare inizialmente i bordi alti e laterali e i relativi infissi mediante il panno strizzato (nel caso di superfici vetrate); procedere alla completa asciugatura dell'intera superficie utilizzando l'apposito tergivetro e operando dall'alto verso il basso; completare l'intervento con l'asciugatura del pavimento sottostante.

LAVAGGIO MANUALE DEI PAVIMENTI

La prestazione consiste nell'asportazione dai pavimenti dello sporco aderente, attraverso 'impiego di soluzioni tensioattive, di conseguenza la prestazione necessita dei seguenti dispositivi e materiali: carrello duomop, dotato di due secchi per l'acqua di colore differente, pressa e pinza per frangia mop con manico; frangia mop; detergente neutro universale per lavaggi di manutenzione; detergente sgrassante di superfici con sporco grasso; detergente "lavaincera" per ripristino di trattamenti polimerici; detergente disincrostante per lavaggi decalcificanti. Sequenza d'intervento: in uno dei due secchi si predispone l'acqua in cui si aggiunge la quantità precisa e stabilita, secondo le indicazioni del produttore, del prodotto chimico detergente concentrato scelto; immergere il mop nel secchio per farlo impregnare della soluzione; ridurre l'eccesso di soluzione strizzando lievemente il mop; passare il mop sulla pavimentazione per bagnare la superficie; immergere il mop nell'altro secchio per sciacquarlo e liberarlo dai residui sporchi raccolti: strizzare il mop energicamente: successivamente si riprendono le operazioni come nelle fasi precedenti: lavare materiali e attrezzi usati a fine lavoro.

DISINFEZIONE DEI PAVIMENTI

La prestazione consiste nello stendere su pavimenti, già puliti, una soluzione disinfettante uniformemente distribuita. Ai fini della prestazione sono necessari: spazzolone autoalimentato, dotato di serbatoio incorporato, piastra erogatrice a pavimento snodata e sistema di regolazione per la distribuzione controllata della soluzione disinfettante; tanica graduata per la preparazione della soluzione con cui alimentare il serbatoio dell'attrezzo di lavoro; tessuti applicatori; in alternativa al precedente sistema duomop con frange dedicate: disinfettante concentrato per la preparazione della soluzione da distribuire sul pavimento.

Sequenza d'intervento: preparare nella tanica graduata la soluzione disinfettante da tenere a disposizione per il regolare rifornimento del serbatoio dello spazzolone autoalimentato: riempire i serbatoio per i 3/4 della sua capacità: posizionare il tessuto applicatore sotto la piastra erogatrice dello spazzolone e inumidirlo preventivamente prima di farlo scorrere sul pavimento; per l'utilizzo del sistema duomop provvedere alla preparazione della soluzione in secchio dedicato; procedere alla distribuzione della soluzione sul pavimento in maniera uniforme in modo tale che il pavimento rimanga bagnato almeno per 5 minuti; intervenire prima lungo i bordi del locale per poi coprire il resto della superficie operando dalla zona opposta al punto di entrata e retrocedendo verso l'uscita del locale; sostituire il panno applicatore usato a ogni cambio di locale o in ogni caso dopo 30/40 mq di superficie trattata; sostituire la frangia mop, qualora utilizzata, al passaggio ad altro locale; provvedere a fine lavoro al lavaggio dei tessuti applicatori e delle frange mop impiegate.

Disinfettanti – Sanificanti

I DISINFETTANTI sono dei formulati chimici con un’azione attiva antibatterica in grado di distruggere i microrganismi nocivi. I prodotti definiti Presidio medico-chirurgico sono registrati al ministero della Salute. I prodotti definiti SANIFICANTI contengono gli stessi principi attivi antibatterici biocidi notificati a livello europeo ma non sono registrati al ministero della Salute. 

PRINCIPIO-ATTIVO                                                                                                    

  • SALI D’AMMONIO QUATERNARIO: Molto attivo su batteri Gram+ e Gram- e alcuni funghi. Azione penetrante, bagnante in tutte le superfici anche rugose. E’ stabile in ambiente alcalino.

  • DICLOSAN-TRICLOSAN: Molto efficace su microrganismi patogeni batteri e virus. Rompe i legami chimici delle molecole dei microrganismi. Non tossico per l’uomo e non lascia residui.

  • ALCOOL BENZILICO: Distrugge le membrane cellulari interferendo nel metabolismo cellulare e denaturando le proteine cellulari. Attivo su batteri Gram+ e Gram-. Attivo su virus lipofili e spore fungine. Non lascia residui.

  • CLORO (IPOCLORITO DI SODIO): Ottimo potere germicida sanitizzante poiché il cloro inibisce le reazioni enzimatiche cellulari. Ottimo germicida contro molti microrganismi. Non tossico per l’uomo e non lascia residui. Non macchia (a parte i tessuti). Deodora ed elimina gli odori.


 

 

 Continua 

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